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mercoledì 23 febbraio 2011

Conciliazione e Certificazione

Conciliazione e Certificazione:nuove prospettive per i Consulenti del Lavoro
La Fondazione Studi ha organizzato i corsi sulla mediazione civile e commerciale che stanno ricevendo, presso i Consigli Provinciali, un gradimento elevato con iscrizioni numerosissime. Il 20 marzo entrerà in vigore la nuova normativa che riconosce l'istituto della Conciliazione e la nuova Certificazione dei contratti presso i consulenti del lavoro, salvo le eccezioni previste dal Milleproroghe che incideranno marginalmente sulla professione dei consulenti del lavoro. Le iscrizioni ai corsi sono numerosissime e provengono da quasi tutto il territorio nazionale, tranne alcune eccezioni.
La provincia di Lecce, ad esempio, conta pochissime prenotazioni poiché il Presidente dell’Ordine Provinciale dei Consulenti del Lavoro di Lecce non ha dato corso ad un preciso invito della Fondazione Studi. Quest'ultimo organismo ha formulato ed inviato una esplicita comunicazione promuovendo l’organizzazione dei corsi presso tutti i Consigli Provinciali dei Consulenti del Lavoro.
La Fondazione Studi, nella comunicazione d’inizio dei corsi inviata ai primi di febbraio, aveva espressamente invitato i Consigli Provinciali “a volere dare massima diffusione agli iscritti della presente comunicazione”, e pertanto i Consulenti del Lavoro della provincia di Lecce, causa l’omessa capillare diffusione di tale comunicazione, sono stati privati della possibilità di valutare l’importanza dell’offerta formativa; ancor più se si considera che le "Commissioni di Concilizione e di Certificazione" sono nominate dai Consigli Provinciali e per i componenti è previsto un obbligo di formazione specifica per il tramite della Fondazione Studi del Consiglio Nazionale.

sabato 2 febbraio 2008

Relazione su Dimissioni

Pubblichiamo le pagine dell'intervento che il Consigliere Mario Paiano
aveva preparato perché restassero agli atti del Consiglio convocato lo scorso 31 gennaio.
Allo stesso Consigliere, durante quella seduta, non è stato consentito di partecipare compiutamente e, men che meno, di dare lettura del proprio intervento giacchè è il Presidente, e lui solo, che concede il diritto d'intervento, ne stabilisce la durata e, secondo il suo insindacabile giudizio, toglie la parola sopratutto se non in linea con il suo pensiero.
La particolare circostanza delle dimissioni, che dovevano essere legittimamente oggetto di dibattito nella sede istituzionale , richiedeva equilibrio e saggezza ma, ancora una volta, ha evidenziato un atteggiamento di strafottenza e di forza.
Così funziona, attualmente, nelle sedute di Consiglio dell'Ordine di Lecce.
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